Tutto sul contributo unificato
Tutto sul contributo unificato: normativa, tabelle ed importi sempre aggiornati
Aggiornato con le modifiche apportate dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228 in vigore dal 1° gennaio 2013

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Definizione
Il contributo unificato di iscrizione a ruolo è dovuto, per ciascun grado di giudizio, nel processo civile (compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione), nel processo amministrativo e nel processo tributario.
Azione civile nel processo penale
L'esercizio dell'azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile.
Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell'importo liquidato e secondo gli scaglioni di valore.
Obbligo di pagamento
La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l'assegnazione o la vendita dei beni pignorati, è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato.
Il valore dei processi, determinato ai sensi del codice di procedura civile, senza tener conto degli interessi, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell'atto introduttivo, anche nell'ipotesi di prenotazione a debito.
Dal 1° gennaio 2012 la parte attrice quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l'aumento del valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo. Le altre parti, quando modificano la domanda o propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, sono tenute a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento di un autonomo contributo unificato, determinato in base al valore della domanda proposta.
Indicazioni obbligatorie
Qualora il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax ai sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di procedura civile e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai sensi dell'articolo 16, comma 1-bis, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 il contributo unificato è aumentato della metà.
Qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell'atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario ed i giudizi amministrativi, nel ricorso il contributo unificato è aumentato della metà.
Modalità di pagamento
Il contributo unificato può essere corrisposto mediante: versamento ai Concessionari della riscossione tramite Mod. F23; versamento sul conto corrente postale n. 57152043 intestato alla Tesoreria provinciale dello Stato di Viterbo; versamento presso le rivendite di generi di monopolio e di valori bollati che rilasceranno apposito contrassegno adesivo.
Controllo in ordine al pagamento
Il funzionario addetto all'ufficio verifica l'esistenza della dichiarazione della parte in ordine al valore della causa oggetto della domanda e della ricevuta di versamento; verifica inoltre se l'importo risultante dalla stessa è diverso dal corrispondente scaglione di valore della causa.
Il funzionario addetto all'ufficio procede, altresì, alla verifica ogni volta che viene introdotta nel processo una domanda idonea a modificare il valore della causa.
Omesso o insufficiente pagamento
In caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato si applicano gli articoli 247-249 del D.P.R. n. 115/2002 (testo unico sulle spese di giustizia) e nell'importo iscritto a ruolo sono calcolati gli interessi al saggio legale, decorrenti dal deposito dell'atto cui si collega il pagamento o l'integrazione del contributo.
In caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato, si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell'imposta dovuta.
Riferimenti normativi
Articoli 9-18, 191-195, 247-249 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (testo unico sulle spese di giustizia).
Tabelle degli importi e esenzioni
Importi da applicare
in base al valore del processo
(Aggiornato al 1° gennaio 2013)
Processi di valore fino ad euro 1.100: euro 37,00.
Processi di valore superiore ad euro 1.100 e fino ad euro 5.200: euro 85,00.
Processi di valore superiore ad euro 5.200 e fino ad euro 26.000: euro 206,00.
Processi di valore superiore ad euro 26.000 e fino ad euro 52.000: euro 450,00.
Processi di valore superiore ad euro 52.000 e fino ad euro 260.000: euro 660,00.
Processi di valore superiore ad euro 260.000 e fino ad euro 520.000: euro 1.056,00.
Processi di valore superiore ad euro 520.000: euro 1.466,00.
Processi di valore indeterminabile (giudice di pace): euro 206,00.
Processi di valore indeterminabile (altri giudici): euro 450,00.
Se manca la dichiarazione di valore del processo: euro 1.466,00.

Per i procedimenti in materia di impresa (D.Lgs. 27 giugno 2003, n. 168) di competenza delle sezioni specializzate appositamente istituite presso Tribunali e Corti di Appello gli importi da applicare in base al valore del processo sono raddoppiati.
Per i giudizi di impugnazione dal 1° gennaio 2012 gli importi da applicare in base al valore del processo sono aumentati della metà. Nei procedimenti iniziati dal 31 gennaio 2013 qualora l'impugnazione, anche incidentale, viene respinta integralmente o viene dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti e l'obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso.
Per i procedimenti innanzi alla Corte di Cassazione dal 1° gennaio 2012 gli importi da applicare in base al valore del processo sono raddoppiati. Per gli stessi procedimenti, dal 4 luglio 2009, oltre al contributo unificato è dovuta anche un'imposta fissa di euro 168,00.

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